20 Apr 2017

L'Angolo di Cece Riva: UCC Assigeco Piacenza vs DeLonghi Treviso

Cala il sipario su questa stagione sportiva e per farlo con il giusto effetto, ecco arrivare in riva al Po un’altra delle squadre più blasonate della pallacanestro italiana. Perché se è vero che sono cambiati denominazione e colori dopo il riassetto societario del 2012, se pensi al basket a Treviso non puoi non pensare alla Benetton, squadra leader nel movimento nostrano per almeno quattro lustri. Cinque scudetti, otto coppe Italia e quattro Supercoppe campeggiano sul soffitto del PalaVerde, parquet illustre che ha potuto ammirare gli assist di Vinnie Del Negro e Petar Naumoski, le giocate di classe pura di Tony Kukoc e le schiacciate di Stefano Rusconi. Se questo è l’illustre passato, il presente dice che Treviso punta a tornare nella massima serie e si gioca molte chance di primo posto nella regular season proprio sul legno del Palabanca. Sulla panchina che ha lanciato Mike D’antoni, Obradovic e Messina, siede un altro big coach come Stefano Pillastrini. Nativo di Ferrara ma cresciuto nelle giovanili Fortitudo, il “Pilla” ha portato la sua notevole competenza in molte piazze storiche del basket nostrano, da Pesaro a Varese e Torino passando per Montegranaro dove ha avuto come assistente il nostro coach Marco Andreazza. L’asse portante voluto da coach e dirigenza della Marca, è tinto di tricolore, con un mix tra giovani promesse e altri più affermati. La mente del gioco dei trevigiani è Matteo Fantinelli, playmaker di stazza atipica (195 cm) che dispensa assist come noccioline e che non disdegna di mettersi in proprio. Miglior marcatore del team ospite è Davide Moretti, diciannovenne figlio d’arte che dal padre Paolo ha ereditato talento e voglia di emergere, oltre ad un tiro mortifero dalla lunga distanza. Classe 1989 è invece Andrea Saccaggi, guardia che fa del tiro da tre punti la sua peculiarità, mentre il bolognese Matteo Negri predilige l’ 1vs1 soprattutto in campo aperto. Un mix di entrambe le caratteristiche invece per Andrea La Torre, gioiellino mancino classe 1997 in prestito da Milano. Sotto le plance i chili e i centimetri di Tommy Rinaldi e Andrea Ancelotti presidiano l’area colorata, spesso terra invalicabile per gli avversari. Ad impreziosire il pacchetto italico ci pensano invece Jesse Perry e Zoltan Perl, giocatori perfetti per alzare il talento nel sistema di gioco plasmato dal Pilla. Dopo Virtus e Fortitudo Bologna (tralasciando per un attimo Trieste, Verona, Udine) un altro ospite illustre quindi sul parquet del PalaBanca, in questo girone est di livello altissimo non solo per blasone. E provare a chiudere con un altro scalpo eccellente è il desiderio di questa Assigeco.